Come realizzare un selftape efficace e di successo

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Se hai iniziato a fare qualche casting per film e serie tv prima o poi ti sei imbattuto nel self-tape, sia che sia chiesto in modo diretto dall’annuncio del casting sia che ti chiami un casting director o un suo assistente. Una buona definizione di esso si trova su becasting.it in un articolo in cui viene definito come “un nuovo metodo di casting, sempre più diffuso nell’industria cinematografica, in televisione e recentemente in teatro”. Un nuovo metodo di casting perché sostituisce quello più tradizionale in cui ci si reca ad un appuntamento presso il cineporto, presso una produzione, ecc. e si tiene il provino davanti a qualcuno che lo filma e lo fa vedere poi al regista. Da un certo tempo a questa parte sta prendendo piede invece il self-tape, specie a seguito della pandemia. Si cerca così di limitare un possibile assembramento chiedendo agli attori di filmarsi da soli o con l’aiuto di qualcuno e inviare così la scena con le battute da valutare. 

Per l’attore che deve realizzarlo si tratta di una e vera propria micro-produzione, più piccola di un cortometraggio ma pur sempre impegnativa come obiettivi, organizzazione e performance. Oltretutto è una prova di maturità nella quale si può dimostrare la propria capacità di lavorare da soli. L’obiettivo, di solito, è ottenere almeno la callback, la chiamata successiva a comparire per sostenere di nuovo lo stesso provino su parte davanti al regista, nel caso in cui si tratti di un ruolo che ha ameno un certo numero di pose. 

Per un buon self-tape ci sono delle caratteristiche da rispettare e che sono:

  • video in orizzontale e non in verticale e perciò gira il tuo smartphone prima di registrare il video;
  • audio almeno accettabile, che permetta di ascoltare e comprendere tutte le battute;
  • luci morbide, non violente, e quindi niente ombre nette;
  • inquadratura in primo piano fissa sull’attore da provinare e quindi usa un cavalletto o almeno trova il modo di tenere il cellulare fermo;
  • battute degli altri personaggi da affidare a uno o più amici (meglio attori) fuori campo;
  • sguardo dell’attore mai in camera, come sul set, a meno che non ci siano diverse indicazioni;
  • battute da recitare a memoria, mai da leggere (sembra scontato ma alcuni commettono questo errore);
  • il file deve essere il meno pesante possibile. Quindi cellulare o webcam e non telecamera.

Detto questo per approfondire puoi guardare i tutorial di Marta Gervasutti su YouTube, a partire da questo che ti propongo qui. Come giustamente dice lei la prima cosa da curare bene è la propria interpretazione. Questa fa davvero la differenza.

Lei parla, come puoi notare, anche di self tape non commissionati ma che si possono preparare a prescindere e tenere pronti, a disposizione, per ogni evenienza. Prima di metterti all’opera fai un piano di lavoro per ogni aspetto del self-tape. In proposito ti consiglio una mappa mentale o ameno una to do list. Segnati tutte le voci che possono esserti utili come gli oggetti di scena necessari (che devono essere veri e utilizzati con precisione), il look, il luogo dove girare, gli amici da chiamare, il lavoro di preparazione ecc. Segnati la data di consegna anche che ti viene comunicata e per nessuna ragione al mondo devi andare oltre essa. Anzi, devi anticiparla: invia il tuo lavoro prima. Questo perché le persone più professionali fanno proprio questo. Tutte le informazioni che ti servono le rilevi da tre fonti:

  1. lo stralcio della sceneggiatura che ti viene mandato;
  2. le notizie aggiuntive che ti dà il casting director e al quale puoi fare qualche domanda aggiuntiva;
  3. la tua immaginazione eventualmente da integrare con delle ricerche.

Per quanto riguarda il primo caso leggi con attenzione la sceneggiatura e cerca di rilevare:

  • le info sul tuo personaggio (età, esperienze di vita, nazionalità, mestiere, modo di esprimersi, ecc.);
  • il contesto in cui si agisce;
  • gli elementi scenografici;
  • gli oggetti di scena;
  • i partner
  • e ogni altro elemento che può esserti utile a capire il tuo personaggio, la sua vita, come vede il mondo, come si comporta, ecc.
Mappa mentale
Esempio di mappa mentale per organizzare il lavoro del self tape.

Da ciò che può dirti il casting director puoi capire la trama generale del film o della serie tv, ciò che avviene prima e dopo, che taglio vuole dare il regista al tuo personaggio. Tutto ciò che non si conosce, poi, si inventa, ovviamente nel modo più coerente ed utile possibile. Perciò a tal proposito possono essere necessarie delle ricerche. Se il tuo personaggio è un macchinista di inizio ‘900 e tu non hai la più pallida idea né di chi sia un macchinista né di come poteva essere all’inizio del XX secolo devi fare delle inadini. Bada bene che questi sono tutti ragguagli solo iniziali per programmare il tuo lavoro e che dopo essere stati raccolti e aver ricevuto una prima attenzione per preparare il lavoro devono essere messi da parte. Almeno secondo un certo metodo di lavoro che ti potrà permettere di fare tua la battaglia del personaggio e quindi di sposarla per davvero, in modo naturale ed efficace. Qui non posso trattare i metodi di recitazione perché si tratta di un altro argomento, sul quale magari se ti interessa posso tornare in un altro articolo. Però a questo punto devi un po’ isolarti dal mondo e lavorare su te stesso e poi sul personaggio. Molti credono che bisogna lavorare su quest’ultimo come prima e, spesso, come ultima cosa. Il più grande pedagogo per attori che è stato Stanivslaskij non a caso pubblicò due libri e nel primo parlava, appunto, del lavoro dell’attore su se stesso e solo nel secondo trattò il lavoro dell’attore sul personaggio. Oggigiorno i metodi attraverso i quali vengono formati gli attori tendono a partire dai propri fondamentali obiettivi nella vita come avviene con le dodici fasi de Il potere dell’attore di Ivana Chubbuck, libro che ti consiglio di divorare come anche ti suggerisco di partecipare a qualche suo workshop e/o corso. In questa fase puoi anche decidere se farti seguire da un coach per poter fare il tuo lavoro al massimo livello possibile. Sappilo scegliere tra coloro che sono più preparati e sui quali puoi trovare risorse e testimonianze online. Se non puoi permettertelo ci sarà sempre un attore, un regista o degli aspiranti tali nel tuo entourage che si possono mettere a disposizione.Prenditi tutto il tempo necessario. Se per esempio hai tre giorni a disposizione fai in questo modo:

  1. Giorno I: raccolta info, elaborazione del piano, lavoro su te stesso;
  2. Giorno II: lavoro sul personaggio, prove;
  3. Giorno III: riprese, post-produzione, consegna.

Durante, poi, la registrazione della scena o delle scene che ti sono state affidate gira più video possibili, anche cambiando intenzioni, dando diverse interpretazioni e sfumature. Se i tuoi collaboratori hanno tempo e pazienza sfrutta ogni possibilità. Molto meglio abbondare e avere molti video tra cui scegliere che ritrovarsi con pochi video o addirittura solo uno. Ovviamente appena ne giri uno controllalo. Eccoti una breve check-list in proposito:

  • l’inquadratura è buona o si vedono elementi che la disturbano?
  • il livello del’audio com’è?
  • le battute sono quelle giuste o hai dimenticato o sostituito qualcosa?
  • la tua interpretazione è quella che volevi? O c’è qualcosa ancora da cambiare?
  • in quale altro modo potresti dire quelle battute restando nel personaggio e nella situazione?
  • ci sono sguardi in camera?
  • i movimenti sono fluidi, naturali?

Una volta che avrai tutti i file la primissima cosa da fare è fare il loro backup e cioè delle copie di sicurezza su più supporti possibili. Io ne consiglio almeno due e cioè sulla sd card, la memoria esterna del telefono (se non ce l’hai procuratela) e su Google Drive (o su Google Photo se hai attivato la sincronizzazione automatica) o iCloud per l’iPhone. Dopodiché scegli il video o i video nei quali sei riuscito a centrare meglio il personaggio e non quello dove sembri più bello e figo. Fatta la selezione occorre vedere come effettuare l’invio. Non usare WeTransfer a meno ché non ti sia stato espressamente chiesto. Il modo migliore è caricare i tuoi video in modalità “Non in elenco” se hai fatto un provino su un film che deve ancora uscire e sul quale ci sono evidenti ragioni di privacy oppure “pubblico” se si tratta di un self-tape che hai deciso di produrre tu. Questo è molto importante perché non solo potresti perdere il ruolo per cui ti candidi ma ci potrebbero anche essere delle penalità. Puoi sempre rendere pubblico il tuo self-tape dopo l’uscita del film. 
Dopo l’invio dei file a chi di dovere le tue attività non sono ancora finite. Ci sono altri due step che puoi fare. Per prima cosa invia il tuo lavoro, se possibile, anche ad altri. Per esempio con il mio ultimo self-tape per un casting sono riuscito ad avere un secondo provino. Infine se sei un attore e sei iscritto al Nuovo Imaie o ad altre società di collecting ti aspetta un rimborso. 

In conclusione quella del self-tape è una bella prova per l’attore che ti consente di gestire in modo autonomo ogni aspetto o quasi del casting. Questo se da un lato è un grande beneficio dall’altro è anche un grande limite, un rischio perché se nessuno ti corregge vai fuori anche di parecchio dal seminato e quindi non centri il tuo personaggio. Anche se però non è detto. Al mio primo casting proposi un personaggio che aveva delle caratteristiche opposte da quelle richieste dal regista che, alla fine, si convinse e scelse me. Ovvio che non bisogna farne una regola generale. Ci riprovai con lo stesso regista facendo di nuovo il contrario ad un altro suo casting e stavolta mi lasciò a casa. Una cosa però possiamo dirla: fai la prova della tua vita, da premio oscar, un’interpretazione così sbalorditiva che devono prenderti per la tua bravura. E questo viene dal tanto, tanto lavoro e non dal talento, come certi credono.

E ora all’opera! Ho dimenticato qualcosa? Avresti aggiunto o tolto qualche parte di questo tutorial? Fammelo sapere nei commenti. Se ti fa pacere inviami anche magari un tuo self-tape, non si sa mai. 

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