Come realizzare da soli le foto per un casting

Salvatore Errico. Foto di Giuseppe Vitale.

Quest’estate un casting director mi chiama e mi chiede materiale per un importante casting (detto anche provino). Io tutto pronto ed orgoglioso gli sparo un self tape, il mio curriculum e le foto dal mio book. Gli mostro i muscoli, insomma. E lui per tutta risposta mi dice:

«Sì Giuseppe, tutto interessante e professionale, ma una foto recente ce l’hai?»

Momenti di 😨 panico! E ora? In effetti, il mio ultimo book risale a due anni fa. Non è che ne va fatto uno ogni anno. Di solito lo si fa ogni 3-5 anni circa, a seconda dei soldini che si hanno in tasca. Se ne può fare anche uno all’anno, intendiamoci, ma di solito non avviene. Che si fa? Unica soluzione un 🤳 selfie. Oppure farsi aiutare da un amico. Per quanto mi riguarda sono ricorso all’autoscatto. Nel frattempo la pandemia rende difficoltosi e quasi impossibili i casting in presenza. Ci si deve arrangiare da soli. Ma bisogna farlo professionalmente. Sia per i self tape, per i quali ho già scritto due tutorial (quello per il cinema e un altro per le trasmissioni tv), sia per le foto. Ora, in questo articolo, ci occuperemo di quelle. Come farsi da soli le foto peri provini dunque, sia per i ruoli che per figurazioni e persino comparse? Cominciamo con il vedere ciò che NON si deve fare. Prima di tutto non vanno bene foto del compleanno, al mare, in gita, ubriachi con la birra in mano, mentre si fanno bisbocce o si sta per vomitare sul water. Anche se io il primo ruolo in un film lo ottenni prprio con una foto mentre soffiavo le candeline ma all’epoca (parliamo del 2003) non ne sapevo niente di tutto ciò ed era una vera emergenza. Viviamo nell’epoca dello scatto continuo e delle condivisioni alla velocità della luce. Siamo ormai dei cyborg con lo smartphone in mano in qualunque momento del giorno e della notte. Le memorie dei nostri device sono strapiene con migliaia e migliaia di file di scatti di tutti i tipi. Ma quel genere di foto che ho elencato servirà solo a farti scartare e basta.

Che cosa deve ritrarre la foto? Deve lasciar trasparire chi sei tu in questo momento della tua vita, così come sei fatto, con pregi e difetti, mostrare la tua umanità, i segni della tua storia, brutta o bella che sia. Non si tratta di un concorso di bellezza (lo dico soprattutto per le donne e per gli uomini vanitosi)) e nemmeno a una gara a chi è più giovane. Anna Magnani più rughe cacciava sul suo viso più le mostrava e più lavorava.

Ma allora come devono essere queste benedette foto? Per capirlo occorre prima di tutto capire a quale scopo vengono realizzate. Prima di scattarle bisogna capire bene chi stanno cercando, assicurarsi che le nostre caratteristiche fisiche, la nostra provenienza geografica e persino il nostro spirito sia adatto alle qualità che emergono dall’annuncio del casting o a quello che il casting director (ma più spesso il suo assistente) richiedono. Perché non siamo adatti a fare tutto. È un cattivo servizio oltre che un brutto costume inviare del proprio materiale se non ci sono alte percentuali di possibilità che centriamo i requisiti. Se forziamo la mano appariremo o disperati o dei perditempo. E questo ci squalifica agli occhi di quei professionisti che, invece, dobbiamo imparare a servire dando il meglio di noi stessi. Di solito la preparazione di un film o ancor peggio di una serie tv avviene in tempi piuttosto stretti e chi seleziona le immagini deve andare a colpo sicuro e arrivarci dopo pochi istanti. Perciò, per favore, siamo seri e collaborativi. Evitiamo di intasare le caselle mail o gli account di WhatsApp. Ok? Grazie!

Se, a questo punto, siamo sicuri che potremmo essere la persona giusta cerchiamo di studiare il più possibile le peculiarità espresse e proviamo ad avvicinarci ancor di più con il taglio di capelli giusto e con il look giusto. Dedichiamoci SOLO a questi due aspetti. Evitiamo strane pose facendo delle facce con delle interpretazioni più o meno buffe perché saremmo solo ridicoli. Sorridiamo, semmai, come se lo stessimo facendo davanti a qualche conoscente, né più né meno.

Quali foto inviare? Di solito se ne inviano, tre, a meno di richieste particolari:

  1. un primo piano;
  2. un piano americano (o a mezzo busto);
  3. una figura intera.

Una foto in primo piano può essere come quella che ho inserito io in testa a questo articolo. Si badi bene che occorre inserire un cartello con i principali dati su se stessi come:

  • Nome e cognome;
  • Numero di telefono;
  • Età;
  • Altezza;
  • Taglia;
  • Numero di scarpe;
  • Peso;
  • Provenienza;
  • Eventuale nota se si è attori scrivendo testualmente “Attore”. Se non lo si è evitarlo.
Foto di Giuseppe Vitale in piano americano.

Un piano americano, per intenderci è questo qui sopra. Si arriva un po’ sopra le ginocchia. E magari si trova anche il modo di far vedere le proprie mani, può essere importante.

Giuseppe Vitale a figura intera.

Quest’altro è un esempio, infine, di figura intera. Non è importante che tu stia proprio dritto come uno stoccafisso, cerca una posa che ti sia congeniale, che risulti naturale, un tuo modo di porti. L’importante è che ti si veda dalla testa ai piedi.

Come si può notare tutt’e tre le fotografie hanno dei punti in comune ai quali occorre fare attenzione per una resa il più possibile professionale, chiara ed efficace:

  • sfondo il più possibile neutro e indistinto (meglio pareti di un colore solo);
  • luce possibilmente naturale ed uniforme, o almeno senza ombre troppo nette;
  • assenza di qualsiasi elemento possa disturbare la vista.

Ce ne sarebbero altri di accorgimenti ma poi entreremmo nel campo dei book fotografici ed usciremmo, quindi, da quello delle foto recenti da farsi da soli o con l’aiuto di un amico e che vengono realizzate soprattutto per piccoli ruoli, figurazioni e comparse. Su questo argomento tornerò con un altro tutorial più in là. Ora vorrei finire questo tema al quale ci stiamo dedicando.

Infatti, è venuto il momento di occuparsi di un ultimo aspetto conclusivo. Il file in tutto non deve pesare più di 100 kb. Se non si è pratici farsi aiutare per ridurlo. Lo si può fare o impostando la fotocamera per la risoluzione giusta (scelta sconsigliata) o facendo questa riduzione dopo lo scatto in “post-produzione” con delle apposite app.

Ti è utile questo tutorial? Ha risposto a qualche tua domanda? O c’è qualcos’altro che vorresti ancora sapere? Puoi formulare la tua domanda nei commenti se ti va. Pensa anche alla possibilità di fare una donazione a me per questo blog e per i tutorial che sto realizzando e per le continue ricerche che faccio. Metto a disposizione tutto gratuitamente per chiunque. Aiutami, dammi l’opportunità di continuare a farlo. Grazie a nome mio e di tutti.

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