Al di sopra di ogni piacere e di ogni dolore

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S’intravede 🌈 l’arcobaleno in questa pandemia. Ho sentito di sfuggita uno speaker televisivo dire questo ieri. Si riferiva di sicuro alle buone notizie sul fronte dei vaccini. Questa frase fa il paio con espressioni del tipo: «S’intravede la luce in fondo al tunnel». Ancora una volta c’è la percezione dell’evento che viene etichettato come negativo e la sua fine come liberazione. È possibile, invece, un’alta percezione che ci permetta di librarci sereni al di sopra di isterie e panico collettivi? Si può entrare in una zona dove siamo gli unici responsabili di ogni cosa e dove nulla ci può turbare? La risposta è sì, anche se non è facile, e se continuerai la lettura di questo articolo ti mostrerò la via. Lo faccio a maggior ragione oggi che si celebra la Giornata Mondiale della Filosofia che quest’anno ha come scopo di

inviter le monde entier à réfléchir au sens de la pandémie en cours, en soulignant la nécessité plus que jamais essentielle d’avoir recours à la réflexion philosophique pour faire face aux multiples crises que nous traversons.

invitare il mondo intero a riflettere sul significato dell’attuale pandemia, sottolineando la necessità più che mai essenziale di ricorrere alla riflessione filosofica per affrontare le molteplici crisi che stiamo attraversando. (Cito dal sito ufficiale).

Dopo la tempesta arriva sempre il sereno mi diceva mia mamma quando mi vedeva triste. E si canta anche in ‘O Sole mio: “N’aria serena doppo la tempesta”. Ieri sera, invece, ho avuto la possibilità di pensare all’evento considerato nefasto sotto un’altra ottica grazie ad un webinar con Salvatore Brizzi. Infatti, quando ci succede qualcosa di spiacevole, di non voluto, torniamo alla serenità solo quando termina tutto o quasi. Se perdo dei soldi mi arrabbio e mi preoccupo e torno felice quando li ritrovo o quando ne faccio degli altri. Lo scrittore che ho appena citato parla dell’evento in un altro modo e cioè come qualcosa che entra nella nostra serenità che era già precedente. Facciamo un altro esempio. Io tutto felice e giulivo sto giocando a calcetto quando, all’improvviso, cado e urto un ginocchio che inizia a farmi male. Mi incazzo e divento triste. Si gonfia e sto contrariato fino a quando si sfiamma. Questo è ciò che avviene di solito. Brizzi, d’altro canto, propone la serenità come uno stato dell’essere che non si può scuotere dall’esterno. Vale a dire: io sono sereno, urto il ginocchio e resto sereno. Quanto accade fuori di me non mi scalfisce. Sono molto più forte di malanni, tradimenti, multe, fallimenti, ecc. Sono al di sopra di qualsiasi cosa accada nella mia vita. E addirittura di queste “sfortune” me ne capitano poche. Si può diventare capaci di vedere il mondo da un punto di vista superiore, un po’ come un falco che se ne sta appollaiato su un’ altura.

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Da lassù tutto cambia. Le tradizioni di saggezza di tutto il 🌏 mondo in proposito parlano di illuminazione, che non avviene quasi mai come in questa scena 😉

Si tratta, piuttosto, di un cammino, di un percorso più o meno lungo nel quale a un certo punto si raggiunge quella che certi filosofi chiamano imperturbabilità. Democrito la chiamò “Atarassia” (assenza di agitazione, tranquillità) e Marco Aurelio tranquillitas (in latino). Seneca ne parlò nel suo De tranquillitate animi e coniò la locuzione latina

Imperare sibi maximum imperium est.

Comandare a se stessi è il massimo imperio.

La usò nelle Lettere a Lucillo dove parla di Alessandro Magno, grande conquistatore che tuttavia era soggetto all’ira e all’afflizione. Quale potere hai nella tua vita se ti lasci dominare da ciò che accade? Perché in ogni avvenimento che non ci piace dobbiamo reagire sempre allo stesso modo, sempre con lo stesso schema di pensiero? Esiste la possibilità di vivere in equilibrio ed è largamente auspicabile perché come scrive Deepak Chopra in Le coincidenze (libro che ti raccomando con tutto me stesso)

troppo piacere porta alle dipendenze, troppo dolore toglie la gioia di vivere.

E il guaio è che quando perdiamo il lavoro o quando divorziamo, giusto per fare due esempi, adiamo in depressione e cerchiamo di sollevarci procurandoci piaceri compulsivi che peggiorano solo le cose, per quanto inizialmente ci appaiano appaganti. E c’è gente che ha provato così tanto dolore, non per forza fisico, da essere arrivata al suicidio. Io negli anni ci ho pensato tante e tante volte. Non l’ho detto mai a nessuno e qui per la prima volta faccio outing in merito. So cosa si prova a perdere familiari giovani (ne ho persi due!), ad avere grosse difficoltà economiche, e a separarsi dalla propria moglie. Quel che mi ha salvato, oltre alla vicinanza di buoni amici, è stata la saggezza legata alla libertà di cui ti sto parlando qui. Piaceri e dolori vanno vissuti e affrontati nella propria vita, passano entrambi, l’importante è che non eccedano o gli uni gli altri, anche se ad onor del vero l’essere umano ha grandi capacità di flessibilità, inimmaginabili. Il punto di equilibrio è il Moksha, la libertà emozionale che conduce a quella psicologica e a quella spirituale. Si tratta del ritorno alla propria vera natura. È una sorta di vicinanza al divino. Un po’ come elevarsi al di sopra delle nubi che scatenano la tempesta. Lassù cosa può turbarti e infastidirti?

Vediamo come incamminarci su questa via. Voglio darti qualche suggerimento pratico ora. Di sicuro uno dei modi è la meditazione e puoi imparare a meditare grazie a Le coincidenze di Deepak Chopra. Un secondo modo è quello di mettere a frutto e per davvero i propri talenti. Poi, puoi imparare a diventare una persona più gentile. Ti suggerisco anche di metterti in ascolto di Dio: ci sono 30 modi, almeno, attraverso i quali ci parla. Infine ti suggerisco di meditare passeggiando.

Metti in pratica subito uno di questi suggerimenti e parlane ai tuoi contatti, grazie! Se vuoi fai anche una donazione a me e a questo blog per le ricerche di questo tipo di cui puoi beneficiare tu e gli altri. Dammi una mano a intraprendere la più bella e straordinaria delle avventure: mettere a disposizione una conoscenza, un sapere anche di tipo esperienziale che possa costituire un faro per tanti. Grazie ancora!

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