Il buon giorno è àlacre, si vede dal fuoco

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Hai mai augurato un àlacre buongiorno a qualcuno? Faresti bene a farlo, sai? Magari oggi stesso, appena avrai finito di leggere questo breve post. Si tratta di un augurio bello, originale ma soprattutto efficace. Farai un’ottima figura a dare una buona àlacre giornata ai tuoi affetti e ai tuoi amici! Àlacre vuol dire sveglio, fervido, duttile, aperto, fecondo, sollecito, attivo. È uno degli aggettivi che più amo della lingua italiana e che ripeto più spesso e oggi lo dedico a te cara lettrice o caro lettore: buona, àlacre, giornata! Tale aggettivo deriva dalla radice europea “AL” che ritroviamo in “alzare” per esempio. Quindi implica un movimento verso l’alto: anche “alto” come vedi ha la stessa radice. Unaparolaalgiorno.it dice che deriva dal latino acer, vivace e ne sottolinea la carica vitalistica. Io che faccio Vitale di cognome sento, non a caso, una parentela con tutto ciò. Da un bel pezzo a questa parte “àlacre” mi viene spesso in mente. Secondo Matilde Serrao àlacre, fresca, è la memoria dei fanciulli, così curiosa, pronta ad assorbire tutto il possibile dal mondo, priva di rigidità e quindi elastica. La buona notizia è che la neuro-plasticità del cervello si può conservare a lungo o addirittura rinnovare, se uno vuole. Lo dice a chiare lettere uno dei migliori libri che io abbia mai letto in proposito, Superbrain di Deepak Chopra e Rudolph E. Tanzi e che io ti consiglio di avere per sviluppare anche tu un super-cervello. E quindi alacri lo si può restare per sempre! Ciò comporta l’essere aperti all’innovazione, come gli imprenditori. E forse il più àlacre di tutti in questo momento è Elon Musk che inanella un successo dopo l’altro ed è in forte ascesa tra le prime posizioni dei più ricchi al mondo. La sua mente spazia in più campi ed è fortemente visionaria. Un ruolo importante, dunque, lo svolge l’immaginazione. Sempre secondo il significato latino, alacer, significherebbe anche brioso, allegro e allora riguarderebbe una parola come allegria che è diventata il motto, il segno di riconoscimento, la cifra di Mike Bongiorno, che salutava con essa sempre i telespettatori. Chi è allegro, è spiritoso, gioviale, di buon umore.

La a mia poesia è alacre come il fuoco,
trascorre tra le mie dita come un rosario.
Non prego perché sono un poeta della sventura
che tace, a volte, le doglie di un parto dentro le ore,
sono il poeta che grida e che gioca con le sue grida.

Questo scrive Alda Merini in una sua poesia. E dove va il fuoco? Verso l’alto come dicevo prima. E dove vanno le preghiere? Sempre verso il cielo. L’alacrità è un’elevazione rapida, spontanea, a folate, vivace come un bambino che gioca. Si opera alacremente quando si prende un certo ritmo, quando si diventa pratici, quando c’è entusiasmo, gioia di vivere. C’è una certa abbondanza nell’operare secondo questa modalità, una vena feconda che si segue, che si lascia scorrere dentro se stessi come un fiume. E qui il riferimento al Pantha Rei (tutto scorre) di Eraclito ci sta proprio. Non si può mai fare la stessa esperienza due volte. E quindi c’è fluidità, attività che quasi si compiono da sole. Non incontriamo ostacoli in questi casi e ci sentiamo perfettamente in sintonia con l’universo, creativi e capaci di tutto. Persino i bisogni fisiologici più impellenti vengono messi da parte per seguire l’ispirazione incalzante. Si tratta di un flusso incessante che può anche durare a lungo e del quale approfittare fino in fondo, una sorta di trasporto divino verso le cose, in cui lasciarsi andare, uno stato di grazia.

Come arrivare ad operare in modo àlacre, un po’ alla volta, durante la giornata quindi? Ecco qualche idea:

E ora ci sono tre altre importanti azioni perché tu abbia una giornata àlacre:

  1. Condividere questo post con i tuoi contatti, augurando loro una «Buona àlacre giornata!»;
  2. Fare una donazione a me che metto a disposizione gratuitamente il frutto di tante ricerche, letture, studi, conversazioni, pensieri, scritti, riflessioni, esercizi, esperienze, ecc. Grazie!
  3. Scrivere altre idee in proposito nei commenti. Ancora grazie!

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