Appello in cinque punti agli Oritani

Alzi la mano chi, da oritano o da amante e visitatore della città di Oria, non ha camminato per le vie del suo centro storico facendosi conquistare da vestigia di grande bellezza e valore storico-culturale come il quartiere ebraico, il castello normanno-svevo, la Basilica Cattedrale, solo per citare alcuni degli innumerevoli tesori della storia tri-millenaria di una città abitata sin dal Paleolitico, che fu capitale della Messapia, Municipio Romano e centro medievale e poi rinascimentale e barocco di grande importanza. Camminandoci dentro le pietre stesse raccontano a gran voce vicende avventurose ora avvolte dalla leggenda come Oria Fumosa, e altre volte dedicate a culti che si propagarono per tutto il Mediterraneo come quello di Demetra sul Santuario di Monte Papalucio, e altre volte ancora che coinvolsero una comunità come quella ebraica che fu faro di civiltà attorno all’anno mille. Certe sere quando c’è più silenzio e si presta orecchio 👂 sembra arrivare la voce del vescovo Andrea, assassinato nel 979 da un funzionario dell’imperatore d’oriente, Tommaso d’Oria, il ribelle che liberò la città dal giogo di Manfredi, dell’umanista Quinto Mario Corrado al quale la regina di Polonia chiese di scrivere la storia del suo regno. Tutta questa storia la si ritrova nei suoi musei, nei suoi scavi archeologici, negli studi e nelle pubblicazioni sin da quella di Erodoto di Alicarnasso che ne racconta la fondazione ad opera dei Cretesi. Ed essa anima ancora le menti degli storici, dei suoi operatori culturali, delle innumerevoli associazioni che si dedicano a questo o a quell’altro aspetto, a questa o a quell’altra epoca. E dà vita a cooperazione, a spirito d’iniziativa e a manifestazioni di ampio respiro come il corteo storico di Federico II e il Torneo dei Rioni. Bisogna riconoscere l’impegno e gli ottimi risultati dei rioni, degli sbandieratori e della Pro Loco.

Una città che sa ammirare le sue bellezze e da esse cerca di imparare, di rinnovarne funzione e simboli anche nei riti più antichi come quello de “Li Cientu Cruci” che si svolgeva la notte del 14 agosto presso il Santuario di Gallana e che ora si sta tentando di recuperare. Altro rito che risale alla notte dei tempi è quello di “Scenni Cristu” che avviene ogni giovedì di Quaresima scendendo dalla la chiesa di San Benedetto verso la Cattedrale. Testimonianze di grande religiosità, come anche di tradizione e di folclore. Riti che raccontano anche una certa teatralità che si riscontra pure nelle natività e nelle passioni che vi si organizzano. Il legame con il teatro, del resto, è forte per gli oritani che vantano nella storia numerosissime compagnie amatoriali e una figura come il prof. Michele Pucci Schifone che dedicò molte delle sue energie al teatro non solo localmente ma anche ad impegni nazionali di recente ricordati da Carmelo Grassi, ex presidente del Teatro Pubblico Pugliese e titolare di importanti luoghi teatrali come il Teatro Impero di Brindisi.

In questi giorni natalizi del 2020, così diversi dal solito per via della pandemia, in mezzo alle splendide luminarie e ai meravigliosi presepi che sono stati allestiti nel centro storico c’è un progetto che sto portando “sotto casa” dei suoi abitanti, sotto i balconi e le finestre delle case. Si tratta del Teatro d’Asporto, un’idea dell’attore leccese Ippolito Chiarello che ha fondato le Unità Speciali di Continuità Artistica. Sono restato sorpreso dalla grande accoglienza che esso ha ricevuto sin dall’inizio con gruppi di cittadini che hanno iniziato a ordinare le mie storie, la stampa che sta seguendo con ampio spazio le evoluzioni, le radio che hanno dato voce a interviste e Telenorba che mi ha dedicato una diretta a Pomeriggio Norba e un bel servizio girato in uno dei posti più suggestivi e ricchi di storia della cittadina: “Li Sciai”.

Si tratta di un’iniziativa artistica meritoria e speciale nella dimensione in cui cura le anime e previene l’astinenza del cuore, come ormai su tutto lo stivale si dice di questo che sta diventando un vero e proprio movimento teatral-culturale che è iniziato il 4 dicembre scorso in contemporanea in Italia, in Francia e in Brasile. Sta diventando una vera e propria experience a partire da primi eventi in collaborazione tra me ed associazioni come Aura aps e 72024. Da non dimenticare il TeCo che mi ha chiamato per l’inaugurazione del presepe degli sbandieratori del Rione Lama la sera dell’Immacolata.

Ora voglio fare un appello a tutti gli oritani, sia singoli sia riuniti in associazioni, imprese, rioni ecc. Mi rivolgo ad ogni cittadino, per quanto gli compete. Chiamo in causa sia coloro che a buon titolo portano avanti il brand, il nome e l’immagine della città sia a livello politico sia a livello culturale. Ma faccio appello anche ad ogni privato cittadino. L’iniziativa di cui io faccio parte, del quale sono solo un rappresentante, è nata dal basso e non ha alle spalle istituzioni, finanziamenti, grandi imprese. Siamo un gruppo di artisti che ha fatto una scelta di necessità in un momento molto particolare e che ha preso i propri ferri del mestiere e ha deciso di muoversi coraggiosamente, ostinatamente, caparbiamente calandosi nella dimensione più umile (ma non per questo meno nobile) dello show business: la strada.

Sostenete il progetto del Teatro d’Asporto perché:

  • sta diventando un laboratorio di produzione artistica;
  • perché fa parte di una rete internazionale che in questo momento sta scrivendo la storia dello spettacolo dal vivo;
  • perché è un viatico verso il Teatro Comunale, proposito al quale, tra l’altro, sta lavorando molto bene il gruppo di lavoro del TeCo;
  • perché può essere una palestra per i talenti della nostra città;
  • per gli spettatori che dalle loro case ricevono conforto, speranza, intrattenimento.

Chiedo cinque cose:

  1. che altri artisti, di qualunque età, disciplina, ecc. si uniscano alle USCA;
  2. che chiunque può mi chiami al 320 0422825 o si prenoti dalla pagina del Teatro d’Asporto per ordinare i miei (e spero presto anche di altri) spettacoli;
  3. che il comune commissioni alcuni di questi spettacoli per i cittadini meno abbienti;
  4. che le associazioni diano spazio e sostegno a questa iniziativa;
  5. che chiunque stia leggendo questo appello lo divulghi.

Grazie mille a nome mio e di tutte le USCA, di tutti gli artisti che vorranno partecipare, dei tanti oritani che mi stanno incoraggiando, di tutti quegli adulti e quei bambini che ne ricevono divertimento, sorrisi e conforto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.