Auguri Speciali Oritani #1 di 10: Antonio Corrado

Antonio Corrado, foto di Debora Mele

Quando parli di Oria ci sono due caratteristiche di questa città che colpiscono tutti, persino chi distrattamente guarda qualche sua foto: il paesaggio, la sua particolare genesi, e la storia. E c’è uno studioso, molto produttivo, che proprio sugli aspetti orografici e geologici da un lato e su quelli storici dall’altro è un punto di riferimento molto importante: il prof. Antonio Corrado. Nel 1989, quando ero adolescente, ebbi modo di accorgermi per la prima volta della sua esistenza nel momento in cui fui incuriosito da un suo pregevole studio: Oria, territorio, ambienti e paesaggi. Fu per me fonte preziosa per un mio testo su Oria che finora non ha mai visto la luce ma che un giorno mi auguro di poter pubblicare, dieci quadretti tra la fine degli anni ’80 e ’90 che prima o poi troverò il modo di divulgare. Ebbi a che fare, poi, con lui, anche se indirettamente, quando raccolsi una delle storie principali del mio spettacolo, il mio cavallo di battaglia Mistero Salentino, che ora rappresento insieme a Paolo Carone. Si tratta di Guerin Meschino e Recchi di ciucciu che mi fece conoscere Angelo Galiano che a sua volta l’aveva registrata da Antonio e dal papà di quest’ultimo. Un terzo motivo di incontro con il professore di cui vi sto parlando fu quando a Brindisi nel 2013 lo vidi tra i relatori ad un convegno di studi sui Normanni. Da questo punto di vista ho scoperto che è attivissimo. Basta d’altronde cercarlo su Google per vedere i suoi innumerevoli impegni per la locale sezione della Società di Storia Patria e la sua collaborazione con il Centro di Smistamento Culturale 72024, giusto per fare due esempi, o il suo libro sulla Puglia preistorica, oppure le Giornate Barsanufiane. L’elenco di pubblicazioni, collaborazioni e studi è lunghissimo.

Ho avuto modo di conoscerlo più da vicino grazie all’associazione Aura aps quando nel Marzo del 2020 stavamo organizzando la passeggiata nell’Oria ebraica che è stata poi rimandata a causa della pandemia. E più di recente con lui abbiamo avuto una breve diretta Facebook.

Perché oggi vi parlo di lui? Perché ho deciso di fare 10 auguri speciali per il 2021 legati ad altrettante figure, del presente o del passato, realmente esistite o inventate, legate a Oria, alla sua storia e alla sua cultura. Così posso raccontare diverse chiavi di un luogo, come il paese dove vivo da sempre. I miei non possono e non vogliono essere dei ritratti che richiederebbero ben altro spazio e approfondimento, ma sono dei brevi schizzi, dei rapidi abbozzi, dei messaggi (che cerco di tenere sintetici il più possibile). In essi voglio tracciare dei riferimenti alla straordinaria storia di Oria e alle mie vicende personali di artista legato alla sua vocazione culturale e di spettacolo. Il mio augurio speciale al prof. Antonio Corrado è che al più presto possano avverarsi tre cose:

  1. la pubblicazione dei suoi nuovi studi sul Castello normanno-svevo;
  2. la passeggiata nell’Oria ebraica che ho citato;
  3. il ripristino del rito de Li Cientu Cruci, un progetto al quale tra l’altro ho già assicurato la mia collaborazione.

Uno speciale augurio gli giunga anche a proposito della de-mitizzazione della figura di Federico II, dell’abbattimento della “federicomania” sulla quale ci troviamo in pieno accordo, sulla scorta di quello che grandi storici come Raffaele Licinio e Franco Cardini dicono da tempo. Tornerò su questo argomento con diversi articoli.

Antonio Corrado (di profilo). Nella foto di Titti Filotico si riconoscono anche Johannis Papadakis e Giovanni Ferraioli.

Ad ognuno dei dieci destinatari dei miei speciali auguri sto rivolgendo, laddove possibile, tre domande. Cominciamo con quelle che ho rivolto ad Antonio.

La prima cosa che gli ho chiesto è il luogo più ispirante di Oria secondo lui e mi ha risposto senza pensarci «Monte Papalucio», sito storico di grande continuità dal Paleolitico ad oggi, che sta rivestendo un’importanza sempre maggiore a livello internazionale per il culto di Demetra. Sua figlia Persefone, tra l’altro, ha a che fare con il melograno. Ebbene, il professore mi ha rivelato in proposito che nella vicina cripta di San Mauro vi è raffigurata la Madonna del Melograno. A questo frutto e al suo simbolismo sono legate numerose culture come quella babilonese, ebraica, araba, cristiana.

La seconda domanda che gli ho rivolto è a proposito di un personaggio di Oria che lo ispira. E anche qui la risposta è stata senza esitazione: Domenico Tommaso Albanese, autore della Historia Dell’antichità d’Oria Città della Provincia di Terra d’Otranto.

La terza domanda è relativa ad un termine dialettale che gli sta più simpatico e qui mi ha risposto con un indovinello di cui non svelo la soluzione: scrivila tu che stai leggendo nei commenti magari 🙂

Sobbra allu monti ci stai Pippinu Conti
cu lu cappieddu a ‘nfronti
e li mani a centru.

Di cosa si tratterà? E di quale personaggio oritano ti piacerebbe che parlassi? Fiato ai commenti!

Un pensiero su “Auguri Speciali Oritani #1 di 10: Antonio Corrado

  1. Io la sapevo:
    “Sobbra allu monti ci stai Pippinu Conti
    cu li mani a cinta
    e lu cappieddu a ‘nfronti”.
    Vaso da notte in terracotta: “Cantero” – “Cantru”.

    "Mi piace"

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