Auguri Speciali Oritani #5 di 10: Francesco Fistetti

Francesco Fistetti. Foto di Debora Mele.

Oria è come Itaca, l’isola nel Mediterraneo da cui Ulisse parte ma alla quale fa anche ritorno. È una patria che gli è molto cara, dove ci sono la moglie Penelope, il figlio Telemaco, la nutrice Euriclea e il cane Argo. Tutti i suoi affetti sono là ma lui deve andare per mare e vivere quelle avventure narrate da Omero nell’Odissea. Oria non è circondata dall’acqua ma è come se lo fosse, è come se avesse un porto dal quale si va e si viene. La nostra terra è stata e a volte è un po’ amara, perché nasconderselo. Si parte d’istinto, pur con un po’ di dolore nel cuore ❤. Raffaele Trinchera sognava di vagare per il mondo 🌏 come gli hippy. Gino Capone ha lasciato Oria nel 1965 ma ci torna spesso e continua ad operarci. Io la prima volta mi allontanai lasciando mia madre, mio fratello e mio padre nel 1993 per andare a vivere e studiare a Roma. Capitava, allora, che spesso m’imbarcassi sull’autobus della Marozzi che faceva la spola tra Manduria e Roma. Nel tratto fra Oria e Bari, città dove ha studiato e operato anche Enza Pinto, spesso incontravo un professore che, poi, ho iniziato anche ad incrociare in treno 🚊. Una persona mite, affabile, che sempre sapeva e sa riservare gesti di benevolenza nei confronti degli altri passeggeri che via via diventano suoi amici negli anni. La sua meta è quell’Università di Bari dove è stato docente di storia della filosofia. Il suo nome risponde a Francesco Fistetti, anche se in paese i suoi amici lo chiamano Mario. Oltre che nell’università lui passa il suo tempo lavorando a studi a cui ora accenneremo nella sua casa tra Monte Impisi e Monte Iris e concedendosi delle passeggiate domenicali con l’immancabile quotidiano sotto braccio e il caffé con i suoi numerosi amici.

Gli studi di cui parliamo partono dalle sue passioni di gioventù, filosofi che rispondono al nome di Hegel, Marx e Nietzsche. Mica roba tenera, per questo docente che pure è tenero con le persone ma rigoroso e lucido nelle analisi. Sono gli anni in cui occorre affinare l’interpretazione materialistica e dialettica della realtà, è il periodo dell’engagement di Sartre, in cui il lavoro intellettuale è la leva per costruire quella società nuova che se non poteva essere basata sui soviet, doveva trovare una via italiana al comunismo. Ne erano convinti gli intellettuali italiani a seguito della Primavera di Praga. E se Italo Calvino straccia la tessera del partito Fistetti approfondisce il suo impegno diventando anche segretario di sezione e poi anche consigliere comunale. E come se non bastasse nel tempo diventa direttore della Collana Filosofica Dia-Loghi della Palomar, della rivista Post-filosofie e di “un luogo socratico di interrogazione, di confronto e di critica delle scienze del nostro tempo” che è Humanities di Pensa Multimedia. E su questa strada 🛣 s’imbatte sui percorsi dell’uomo, dei diritti e della democrazia. Con questa chiave dà uno sguardo al Novecento Filosofico di autori come Martin Heidegger, Hanna Arendt e Otto Neurath. Nel 1992 per Palomar pubblica Democrazia e diritti degli altri e si chiede

come mai alla fine del XX secolo, nel momento in cui la democrazia e il mercato sono risultati modelli vincenti, si assiste al ritorno virulento di nazionalismi, etnicismi e e fondamentalismi di varia natura.

Il suo campo di studi diventa quel che prima viene chiamata mondializzazione e poi globalizzazione. Gli anni ’90 culmineranno con i fatti del G8 di Genova e in quel periodo Mario si rende di nuovo disponibile in paese alla ricerca di prassi fondamentali per incarnare i nuovi paradigmi del socialismo ai quali da intellettuale contribuisce a costruire. Ed ecco che mi fa un grandissimo regalo per il quale gli rimarrò sempre grato: il suo supporto culturale oltre che operativo per la Bottega del Commercio Equo e Solidale (voluta dall’allora parroco della Cattedrale don Angelo Altavilla) che ebbe qualche anno di vita e che culminò con la tappa della Giornata Itinerante sull’Immigrazione il 18 Maggio del 2005. Momento importante di quel frangente fu anche la visita di Padre Alex Zanotelli in Basilica Cattedrale. Grazie a Francesco Fistetti ho potuto dare uno sguardo a un filone di studi, l’economia del dono nata sulla scorta del Saggio sul dono di Marcell Mauss, dal quale nasce una nuova convivialità.

Di fronte alla pulsione possessiva e al desiderio di onnipotenza dell’homo faber la cultura filosofica del Novecento, dall’interno di costellazioni intellettuali e di tradizioni culturali diverse, ha posto sempre più l’accento sul concetto di finitezza della condizione umana: la finitezza riguarderà dapprima la fragilità dell’essere umano nella sua esistenza concreta per poi estendersi alla vulnerabilità del mondo storico e del mondo naturale, non meno del primo bisognosi di “cura” e di sollecitudine.

Questo scrive il nostro prof. in un suo testo sul Convivialismo, movimento al quale dedica uno dei suoi libri più riusciti: Convivialità. Una filosofia per il XXI secolo. Una filosofia per uomini fragili, vulnerabili quali siamo. Ma pure ci tocca agire, in prima persona, prendendoci responsabilità e rischi della nostra azione. Il nostro Ulisse che aveva lasciato Itaca ora finisce tra le grinfie di Polifemo che inizia a divorare ad uno ad uno i suoi uomini. È l’ora dell’azione, la più accorta e astuta possibile che Francesco intraprende quando accetta la candidatura alle elezioni per la Presidenza della Provincia di Brindisi del giugno 2009. Mi chiamò all’indomani della scelta del suo nome da parte di quel che restava del Partito Comunista da un lato e Sinistra e libertà dall’altro. Fu un’impresa difficilissima vista l’alta litigiosità delle due rappresentanze politiche che non erano d’accordo su niente. E lui mi chiese di occuparmi dei social e della stampa. L’organizzazione generale della campagna fu affidata a un veterano come Cosimo Zullo con il quale avevo vivaci scambi di opinione. Le previsioni erano pessime. Ma Francesco alla fine strappò un ottimo 7%, superando il candidato di Italia dei Valori (che all’epoca veleggiava su alte percentuali) e ponendosi subito dopo i due big Ferrarese e Saccomanno. Quella politica di cui era stato osservatore negli anni in cui aveva scritto articoli per l’Unità e per Rinascita, oltre che per i principali quotidiani pugliesi, divenne l’agone nel quale si misurò ricevendo grande rispetto da parte di tutti. Del resto un intellettuale di caratura internazionale quale è che si “sporca le mani” a livello locale è un atto di grande generosità.

L’augurio che gli faccio per il 2021 è che diventi matura e completa la svolta culturale dell’Occidente, prendendo a prestito il titolo di un suo libro del 2010. Diventi insomma completa l’apertura verso le culture non occidentali che inaugurarono i Beatles con il loro viaggio in India del 1968. E contribuisca a quel che Jacques Attali e altri intellettuali delineano ormai come il Nuovo Rinascimento Mondiale, terreno sul quale lo pregherei di misurarsi.

Abbiamo fatto un bel viaggio, ora è il momento di tornare a Itaca, a Oria, prima che i Proci approfittino della lunga peregrinazione. A partire da quel Quartiere Ebraico che ha visto i natali di Mario e che lui, giustamente, mi ha indicato come suo luogo più ispirante. Mentre a proposito dei personaggi di Oria me ne ha indicati due:

  1. Pasquale Galiano, agricoltore antifascista nato a Oria nel 1878, che scontò ben venti anni di confino. Su di lui c’è una scheda sul sito dell’A.N.P.I. di Brindisi.
  2. Francesco Milizia, a cui è intitolata una bella e lunga via del centro storico di Oria.

Emblematica, per concludere, è l’espressione dialettale che ha scelto: «No li piacunu li pasuli». Alla lettera è: “non gli piacciono i fagioli”. La usiamo quando qualche scansafatiche cerca di evitare le pur necessarie opere da farsi. E in quanto a operosità e produttività questo navigante perenne nei mari della filosofia, delle scienze sociali, dell’economia e dei novi paradigmi culturali non lo batte nessuno.

Pensando a questa straordinaria biografia internazionale e oritana quali aspetti ti colpiscono di più o vorresti approfondire? Parlane nei commenti, grazie!

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