Auguri Speciali Oritani #8 di 10: Nadia Carbone

C’era una volta la Foresta Oritana e c’è ancora, anche se in sporadiche tracce, come quelle di Laurito, di Bosco Curtipetrizzi e altre. Essa si estendeva fra i centri di Brindisi, Taranto e Nardò. E non c’è foresta che si rispetti senza le sue ninfe. In questo articolo voglio parlarvi di una di esse. In particolare mi riferisco ad una ninfa legata ad alberi come la quercia, i pioppi e gli olmi che insieme ad altre specie vegetali ricoprivano fino all’800 un’ampia porzione di terra. Questa creatura mitologica, ispirante, di cui sto per parlare è un’amadriade. Come figlia del Grande Oceano, ha un immenso cuore ❤. Da quando la conosco, infatti, ciò che di lei più mi piace, oltre alla sua bellezza mai banale e un po’ pudica, è la sua tenerezza, la sua dolcezza. Quando, tra l’altro, le ho chiesto qual è per lei il luogo più ispirante di Oria mi ha risposto la sua casa, un’abitazione dal colore rosso tegola, in mezzo a diverse altre nella zona con le tegole rosse sul tetto non a caso, a via dei Messapi, all’ombra del castello normanno-svevo che ristora con le sue atmosfere. E alla domanda su chi è il personaggio di Oria per lei più significativo mi ha risposto suo papà Pietro. Come si fa a non volerle bene?

Non poteva mancare nella mia breve galleria di personaggi oritani, la seconda figura femminile che qui delineo dopo quella di Enza Pinto. Lei è una nutrice di Dioniso con la sua vocazione artistica multiforme. Cominciamo dalla sua carriera di attrice di teatro e cinema. Dopo aver lavorato per Artò Teatro di cui è socia fondatrice, Nadia Carbone appare in diversi film, fiction e spot tv con produzioni con le regie di Giuseppe Ferrara, Matteo Vicino, Federico Rizzo, Alessandro Carrieri e altri. Ferrara, tra l’altro, aveva scritto un soggetto apposta per lei che non fece in tempo a sviluppare. Io ne ho saggiato le capacità attoriali in Taglio Netto. È il suo, tra l’altro, il volto scelto per la locandina di questo film di Federico Rizzo del 2011.

Qui possiamo ammirarla nel trailer di Malamore di Alessandro Carrieriche è stato in concorso al David di Donatello 2015 Vincitore del premio Camomilla – Women for women.

È vestita di rugiada Nadia, secondo quanto accade alle figure del suo rango negli Inni Orfici. Ciò la rende preziosa agli occhi dello stilista Antonio Extempore che accetta di vestirla per i suoi eventi più importanti, sottolineandone i lati di dolcezza e sensualità di cui parla in un’intervista a Newspam.

Poi però ti accorgi che oltre alla leggerezza e alle notevoli doti fisiche e artistiche questa “ragazzina” ha sale in zucca, non scende mai a compromessi e imposta la sua carriera nel migliore dei modi, affidandosi ad un mentore che risponde al nome di Carlo Orichuia che è stato capo struttura di Rai Uno e vice direttore di Rai International e Rai Notte. Dopo di ciò Nadia comincia a studiare da direttrice artistica di show e si fa le ossa anche grazie al suo lavoro nell’agenzia Italia Concerti che rappresenta artisti come Tullio De Piscopo e tanti altri. Grazie a questa esperienza firma la direzione de Il pianoforte che dipinge.

E qui Nadia cresce, diventa una Musa dell’arte e tale è stata anche per me quando il 30 dicembre 2016 mi coinvolse nell’omaggio a Ennio Morricone che si tenne a Leverano (Le).

Lei presentò quella magica serata. Il suo percorso artistico come presentatrice di eventi culturali e cinematografici aveva avuto inizio già nel 2009, ma è nel 2012 che il maestro Adriano Pintaldi la vorrà come presentatrice ufficiale per il Premio Noto all’eccellenza che ha visto come protagonisti personaggi del calibro di Giancarlo Giannini, Lina Wertmüller, Pupi Avati. Tale ruolo le verrà poi confermato anche nelle edizioni 2013 e 2014. Nel 2015 un altro importante traguardo riguarda la presentazione della prima edizione del Premio Barocco Film Festival.

Dobbiamo a Nadia il Gran Galà della Cultura a partire dal 2014 su richiesta dell’Archeoclub e che vide la partecipazione di Sebastiano Somma, Lino Capolicchio, Sandra Milo, Maurizio Casagrande, Attilio Romita e molti altri. Quella edizione e quella successiva del 2015 vennero anche trasmesse su alcuni canali Sky.

Dal 2020 è organizzatrice di Tour Editoriali facendo da intermediaria tra Federico Moccia e Fabrizio Fustinoni. Un progetto che le auguro di poter portare avanti nel 2021 insieme ad altre meraviglie.

Non resta che la sua parola preferita in dialetto che è «Lampu!», un’espressione di sorpresa, di meraviglia improvvisa, quasi equivalente a “Caspita” ma con una ben maggiore vivacità e luce che non si può tradurre in in italiano e allora mi siano consentite queste righe d’omaggio in dialetto:

Lampu ce si bedda! All’intrasatta lu cori mia no capesci chiui, femmna ti biddizzi, di tanta culuri, e di tanta luci! Quannu dirlampescia no è nienti, è nu luminu ti nanzi alli uecchi tua, lampu di presciu!

— Giuseppe Vitale

(Accidenti quanto sei bella! All’improvviso il mio cuore non capisce più niente, femmina di bellezze, di tanti colori e di tante luci. Quando lampeggia il cielo non è niente, è un fiammifero di fronte agli occhi tuoi, lampo di gioia!)

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  1. Pingback: La Grande Fame di Oria | giuseppevitale.eu

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