L’artista, il bambino e la sua sua via

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C’è chi ogni mattina porta fuori il cane a pisciare. Io, invece, porto fuori il mio bimbo, anche se non ho figli e né mi occupo di nessun pargolo. Questo frugoletto di cui parlo sono io stesso. All’alba di ogni santo giorno metto il naso fuori per salutare il sole che nasce: un rituale del mio artista-bambino interiore. Ne ho già parlato in un articolo in cui ci dialogo proprio con questa figura che ho risvegliato dentro di me e che ormai mi fa compagnia sempre. Qui voglio rivelare una delle principali fonti di quest’idea che, tra l’altro, avevo già esplorato in un racconto teatrale nel quale parlo della mia infanzia: Il Leone di San Cosimo. Ebbene, quando mi sono deciso a leggere La via dell’artista di Julia Cameron ho benedetto il cielo perché mi sono incamminato meglio verso il meraviglioso fanciullo che alberga in ciascuno di noi, indipendentemente se poi si sceglie di fare gli artisti oppure no. Comunque noi tutti, senza eccezioni, nasciamo con grande creatività, con giocosità, con talenti incredibili. Poi succede qualcosa che manda in malora ogni cosa o quasi. Di questo mi ero già accorto quando più di dieci anni fa iniziavo la mia esplorazione nel mondo dell’improvvisazione teatrale. Con il libro di cui ora parlo qui l’incontro con esso, il suo recupero, la sua valorizzazione sta diventando ogni giorno più bella, importante e significativa. Esso si configura come un vero e proprio corso di dodici settimane che ti consiglio proprio di intraprendere, qualsiasi sia la tua professione. Io ci ho impiegato anche più del tempo indicato perché ho succhiato il midollo di ogni pagina, ho svolto con cura ogni esercizio, ho approfondito ogni aspetto possibile.

E gli effetti li vedo tutti su di me:

  • tutta una serie di blocchi che avevo stanno sparendo;
  • alcune resistenze che c’erano in me le ho identificate e ora le affronto meglio;
  • sto diventando via via più produttivo;
  • non me ne po’ più frega’ de meno delle critiche ingiuste;
  • ormai rido della voce dei miei demoni (ci sono pure loro dentro di noi, è un luogo affollato);
  • la mia creatività sta fluendo a livelli mai visti;
  • sono più consapevole dei problemi che comunque non spariscono, sia chiaro.

Julia Cameron è un’insegnante, autrice, artista, poeta, drammaturga, romanziera, regista, amatrice di piccioni, compositrice e giornalista americana. Ha anche scritto molte altre opere di saggistica, racconti e saggi, nonché musical e sceneggiature. Il percorso che lei propone è basato su una serie di parole chiave come “Contatto”, “Abbondanza”, “Fede”, “Sicurezza” e altre. A proposito di quest’ultima c’è da dire che ciò che deve maggiormente spingere un artista non è il talento, che è incostante e mutevole, ma il coraggio. Inoltre non è mai alla perfezione di ogni atto o di ogni cosa prodotta che si deve mirare, ma al suo progresso costante, giornaliero. A patto che si accolga la creatività che si ha (non sparisce mai) come un magnifico dono di Dio o dell’Universo. E che si accetti il dovere di svilupparla di continuo, di darle adito e possibilità, come meglio ci aggrada. Tali termini sono incarnati in buone pratiche le cui principali sono le pagine del mattino, un diario giornaliero delle prime ore, e l’appuntamento settimanale con l’artista-bambino: una volta a settimana, almeno, occorre assecondarne i capricci. Vuole andare a mare? Portacelo. Vuole un 🍧 gelato? Compraglielo. Vuole giocare con altri bambini? Fallo giocare. Devi proprio andarci a questi appuntamenti, ti gioveranno molto artisticamente. Ne parla anche Giovanna Martiniello in una sua testimonianza che ti consiglio di leggere. A proposito, se vuoi giocare con me contattami subito, non vedo l’ora! 😉

Una domanda rispetto alla quale ho iniziato a formulare risposte importanti grazie a questa bella opera di Julia Cameron è: «Come affrontare i demoni?». E qui ci sono tre strumenti che possono aiutare chiunque:

  1. la ruota della vita;
  2. la mappa dell’invidia: un elenco di persone che invidi con le loro qualità che vorresti avere anche tu e i passi per riuscire a fare cose almeno simili;
  3. il cerchio sacro, un luogo e un gruppo di persone di cui parlerò a parte qui molto presto.

Quel che più conta è che con testi come questi si trova o si recupera quello che è il vero potere personale, che come ci insegna il Tao The Ching è sempre su se stessi, mai sugli altri. Questo anche grazie a ciò che l’autrice dice della rabbia che può essere considerata anche un’alleata, un’amica o il carburante per andare lontano. E se oltre a questo si sente l’amore di Dio per ciascun artista, a qualunque livello, e il suo continuo operato per sostenerlo con ogni mezzo d’improvviso si aprono scenari meravigliosi anche in mezzo ai giorni grigi o proprio neri. Ciò che dà il colore scuro al cielo è l’ego. È per causa sua che possiamo avere scoramenti e tristezze.

Se stai pensando di essere un artista pigro e che non ce la farai mai a leggere questo libro 📙 e tantomeno a fare gli esercizi che io continuo a fare anche dopo averlo finito da tempo, devo dirti che in realtà tu non sei pigro: sei bloccato. Da cosa? Da abusi e dipendenze di cui parla la Cameron e che ti consiglio di scoprire subito!

La via dell’artista, copertina del libro di Julia Cameron.

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