L’alleanza, l’arcobaleno e l’invisibile

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Oggi, domenica 21 febbraio 2021, la prima lettura della liturgia cattolica propone l’alleanza tra Dio e ogni essere vivente e l’arco tra le nubi, l’arcobaleno 🌈 come suggello di questo patto. Perché Dio parla di alleanza? Che cosa vuol dire? Di solito si usa questo termine per accordi fra nazioni belligeranti oppure in politica per stare a significare una qualche forma di cooperazione in vista di un obiettivo comune. Io sono andato a guardarne l’etimo e mi sono accorto che alleanza vuol dire unione. È di questo che si parla nella Bibbia oggi: Dio dichiara la sua unione con ogni essere vivente. Dio è unito a tutto e a tutti. Dio è l’universo. In questo senso possiamo affermare che Tutto è Uno. La parola universo vuol dire, infatti, che tutto converge. Siamo quindi tutti quanti uniti in Dio. E in questo senso le acque del diluvio, ben lungi dall’idea di punire chicchessia, sono in realtà la straordinaria abbondanza che dal cielo si riversa sulla terra lavando e nutrendo quest’ultima. Le acque che si uniscono alla terra, sono la manifestazione di Dio, l’epifania per eccellenza. Il nostro mondo è un globo terracqueo, c’è sia la terra sia il pelago, Pluto e Talassa.

Perché viene scelto l’arcobaleno come segno di questa unione? Perché in esso ci sono onde visibili all’occhio umano e altre, invece, che non vengono percepite. Il visibile e l’invisibile si fondono, insomma, anche loro. E citando Il piccolo principe di Antoine de Saint-Exupéry possiamo dire che l’essenziale è invisibile agli occhi. È nella parte nascosta dell’arcobaleno che sta il senso del tutto. Ecco allora che ora possiamo guardare al quadro d’insieme che la liturgia ci propone oggi. E allora lo facciamo con quest’opera qui di seguito.

Noè e l’arcobaleno, Marc Chagall. “Dopo quasi tre mesi vissuti nell’Arca, tutti scendono a respirare l’aria fresca.
Noè offre subito a Dio un sacrificio di ringraziamento e poi, finalmente, riposa pieno di pace.
Dio gradisce il sacrificio e fa con Lui un’Alleanza. La prima di molte altre che farà nei secoli successivi con Abramo,
Mosè, Davide.
Come segno della sua fedeltà, Dio fa spuntare nel cielo un grande e luminoso arcobaleno, che sembra steso da un
angelo d’oro con un’ala rossa segno dell’amore di Dio per il suo popolo.
Anche la barba di Noè si tinge del colore dell’angelo, a significare la sua particolare vicinanza a Dio”. Fonte: http://petittielda.altervista.org/alterpages/files/CHAGALL_biografia.pdf

Essa celebra l’alleanza noachica, la religione naturale più antica dell’umanità. In essa c’è armonia fra l’uomo e il cielo, consonanza ed amicizia. Gli stessi elementi che si ritrovano, peraltro, nel buddismo, nello sciamanesimo, nello zoroastrismo. Ed allora suggerirei qualche pratica osservazione per viverla questa unione tra divinità e sua creatura:

  1. Scoprire e trovare la propria anima;
  2. Vivere Al di sopra di ogni piacere e di ogni dolore;
  3. Dare spazio ai 30 modi con cui Dio ci parla.

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