L’alleanza, l’arcobaleno e l’invisibile

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Oggi, domenica 21 febbraio 2021, la prima lettura della liturgia cattolica propone l’alleanza tra Dio e ogni essere vivente e l’arco tra le nubi, l’arcobaleno 🌈 come suggello di questo patto. Perché Dio parla di alleanza? Che cosa vuol dire? Di solito si usa questo termine per accordi fra nazioni belligeranti oppure in politica per stare a significare una qualche forma di cooperazione in vista di un obiettivo comune. Io sono andato a guardarne l’etimo e mi sono accorto che alleanza vuol dire unione. È di questo che si parla nella Bibbia oggi: Dio dichiara la sua unione con ogni essere vivente. Dio è unito a tutto e a tutti. Dio è l’universo. In questo senso possiamo affermare che Tutto è Uno. La parola universo vuol dire, infatti, che tutto converge. Siamo quindi tutti quanti uniti in Dio. E in questo senso le acque del diluvio, ben lungi dall’idea di punire chicchessia, sono in realtà la straordinaria abbondanza che dal cielo si riversa sulla terra lavando e nutrendo quest’ultima. Le acque che si uniscono alla terra, sono la manifestazione di Dio, l’epifania per eccellenza. Il nostro mondo è un globo terracqueo, c’è sia la terra sia il pelago, Pluto e Talassa.

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Quando Dio parla di politica e governa lui stesso

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«Gesù non faceva politica, non si è mai immischiato in simili questioni». Quest’idea mi veniva ribadita da tanti fedeli quando frequentavo la parrocchia da ragazzo e provavo a capire che rapporto c’era tra Parola di Dio e Politica. La questione veniva semplicemente segata sul nascere, anche dai sacerdoti. Del resto Papa Giovanni Paolo II ne era convinto e lo ribadì anche durante una storica udienza in Vaticano, due giorni dopo la strage di Via Palestro del 27 Luglio 1993. E la prova secondo il suo pensiero era la fatidica frase del figlio di Dio che recita: «Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Io non ne ero molto convinto anche se passavo per un eretico rompiscatole. Proprio nel 1993 conobbi in via Domenico Tardini a Roma il cardinale Achille Silvestrini, che forse la pensava in modo diverso e che non perdeva occasione di sollecitare i ragazzi del collegio universitario di Villa Nazareth, di cui è stato presidente per tanti anni, ad impegnarsi nella politica. Ricordo persino un suo intervento alla Scuola di formazione all’impegno sociale e politico della diocesi di Oria (Br), nella Primavera del 1994, in cui delineava l’impegno dei cattolici in politica con quel che restava della defunta Democrazia Cristiana: il Partito Popolare Italiano. Anni dopo incontrai padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, ispiratore e fondatore di diversi movimenti di giustizia sociale. Più volte ho sentito dalla sua bocca esclamare: «Il Vangelo è Politica». In Resistenza e Dialogo del 2003 scrive

Yahweh non un è un Dio neutrale, è profondamente di parte: sta al fianco degli esclusi e degli impoveriti. Dio è Dio e per questo non può essere fagocitato. È questo il Dio che manda Mosè a liberare il suo popolo perché possa essere comunità alternativa alle altre società. (…) Il mahatma Gandhi e il pastore Martin Luther King ci hanno insegnato l’importanza e l’efficacia dell’azione politica per creare l’alternativa.

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La Parabola dei ricchi

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La Parabola dei Talenti di cui parla il Vangelo di oggi, domenica 15 novembre 2020, è la parabola dei ricchi e di tutti coloro che vogliono ottenere abbondanza e ricchezza nella propria vita. Si tratta di una grande lezione di mindset, di psicologia, oltre che di fede in Dio per ottenere il massimo dalle proprie somme di denaro e dalle proprie abilità, di qualunque tipo. In definitiva, questo testo evangelico è il vademecum del successo, una pietra miliare per tutti i tempi. Io amo molto questo testo e vi torno spesso con la mente e vale la pena di fare un paio di riflessioni insieme.

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Come ho trovato la libertà fidandomi di Dio

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L’invito

Stai vivendo secondo la tua libertà? O c’è qualcosa che ti opprime? Sai che puoi raggiungerla e che Dio te la dona in abbondanza lungo la tua vita?

Nella prima lettura della Liturgia della Parola di oggi domenica 14 Giugno 2020 Mosè parla al popolo ricordando come Dio lo ha fatto uscire dal paese d’Egitto, lo ha nutrito con la manna e lo ha abbeverato facendo sgorgare l’acqua dalla roccia. Ti invito a leggere questo splendido passo ne La Bibbia di Gerusalemme. Lo ha liberato dalla schiavitù d’Egitto per condurlo alla terra promessa, a quella libertà che ciascuno di noi desidera. Al di là delle vicende più o meno storiche della peregrinazione nel deserto per quaranta anni degli Israeliti è a me e a te che questi versetti dell’Antico Testamento si rivolgono. Si tratta di un invito a considerare la propria vita. Per accorgersi come Dio sia all’opera in un cammino di liberazione progressiva, di crescita spirituale. Ed è quello che ora faccio io in questo articolo nel quale rivelo come ho imparato a fidarmi di Dio nelle mie vicende personali. Leggile, dedica loro un po’ di tempo, forse ti ci rispecchi o forse no, ma comunque ti aiutano a fare sintesi della tua esistenza. Ed è tanto.

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