I migliori artisti seguono i consigli di Austin Kleon

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Gli artisti migliori seguono i consigli di Austin Kleon, artista anche lui ed autore di vere e proprie mine che in poco tempo tirano fuori l’oro da qualsiasi miniera, persino quella abbandonata. In questo breve articolo ti indicherà il meglio del meglio delle sue indicazioni, visto che lo seguo da anni e le metto in pratica in molte situazioni. Adoperandole anche tu in breve tempo potrai essere un cercatore che sa dove andare a trovare l’oro. Perché tu vuoi essere un artista, un autore, un creatore di contenuti spontaneo, prolifico e costante, vero? Seguimi e saprai come fare.

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L’artista, il bambino e la sua sua via

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C’è chi ogni mattina porta fuori il cane a pisciare. Io, invece, porto fuori il mio bimbo, anche se non ho figli e né mi occupo di nessun pargolo. Questo frugoletto di cui parlo sono io stesso. All’alba di ogni santo giorno metto il naso fuori per salutare il sole che nasce: un rituale del mio artista-bambino interiore. Ne ho già parlato in un articolo in cui ci dialogo proprio con questa figura che ho risvegliato dentro di me e che ormai mi fa compagnia sempre. Qui voglio rivelare una delle principali fonti di quest’idea che, tra l’altro, avevo già esplorato in un racconto teatrale nel quale parlo della mia infanzia: Il Leone di San Cosimo. Ebbene, quando mi sono deciso a leggere La via dell’artista di Julia Cameron ho benedetto il cielo perché mi sono incamminato meglio verso il meraviglioso fanciullo che alberga in ciascuno di noi, indipendentemente se poi si sceglie di fare gli artisti oppure no. Comunque noi tutti, senza eccezioni, nasciamo con grande creatività, con giocosità, con talenti incredibili. Poi succede qualcosa che manda in malora ogni cosa o quasi. Di questo mi ero già accorto quando più di dieci anni fa iniziavo la mia esplorazione nel mondo dell’improvvisazione teatrale. Con il libro di cui ora parlo qui l’incontro con esso, il suo recupero, la sua valorizzazione sta diventando ogni giorno più bella, importante e significativa. Esso si configura come un vero e proprio corso di dodici settimane che ti consiglio proprio di intraprendere, qualsiasi sia la tua professione. Io ci ho impiegato anche più del tempo indicato perché ho succhiato il midollo di ogni pagina, ho svolto con cura ogni esercizio, ho approfondito ogni aspetto possibile.

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Tre semplici regole per iniziare il tuo viaggio nel 2021

Io amo giocare, anche ora che ho quasi 47 anni. E cerco sempre di rendere giocoso e quindi divertente e sfidante ogni mia attività, così resto più motivato e mi rendo più semplice ogni compito che si conseguenza diventa più leggero e fattibile. E perché funzioni ci vogliono delle regolette, semplici, ma ci vogliono. Ti ricordi quando giocavi saltando da una casella numerata all’altra? Funzionava perché c’erano pochissime regole, facili, ma sulle quali non bisognava sgarrare. Mi riferisco al Gioco della campana secondo il quale si disegna con il gesso un percorso sull’asfalto, si lancia il sassolino e poi si salta con una gamba sola da una casella all’altra senza toccare le righe. Da piccolo ci passavo delle ore a giocarci ed era divertente fare dei progressi sino alla fine. Ecco, perché non pensare al nostro nuovo anno come a uno svolgimento da fare, per arrivare alla “base”, e vincere il nostro premio, la soddisfazione di avercela fatta? Proviamo? Io do tre regole a me stesso e a chi vuole giocare con me.

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7 volte grazie 2020!

Finisce con il sole il 2020. Sono le 15 e 30 mentre scrivo e quindi restano le ultime ore. Per me questo è il giorno del ringraziamento, un po’ come lo è il 25 Novembre per gli Americani. È il giorno del Te Deum, il cosiddetto Inno Ambrosiano. Esso proclama la maestosità di Dio. E recita:

Ogni giorno ti benediciamo e lodiamo il tuo nome nel mondo e in eterno.

E nella gratitudine a Dio per tutti i suoi doni il tempo assume la luce che gli è propria, quella della grazia di Dio che elargisce in ogni istante i suoi doni. Perciò a cavallo tra un anno e l’altro si fa ancora più sentito l’apprezzamento per ciò che è stato e per ciò che sarà. L’abbondanza a piene mani viene riversata nei nostri cuori 💕 e nelle nostre mani. Se non l’abbiamo ancora accolta è a causa di paure e dubbi. E questi ultimi dipendono da una sola cosa: la non conoscenza. Quanto tempo dedichi ogni giorno al tuo Dio, comunque tu lo concepisca o alla tua crescita personale?

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Come e perché partecipare al Primo Natale Spirituale della Storia

Cos’è questa storia del Natale Spirituale? In cosa consiste l’evento di cui stai parlando da un po’ di giorni? Domande di questo tipo mi stanno arrivando da più persone e desidero far sapere qualcosa. Ho già scritto che si tratta di un momento per far rinascere il proprio bambino nascosto, intanto. Ho anche riferito della possibilità di riaprire gli occhi davanti alla bellezza dell’universo e alla sua meravigliosa tenerezza. Ora voglio dare qualche maggiore indicazione su come è nata l’idea e sul perché faresti bene a partecipare alla diretta Facebook sul mio profilo personale martedì 22 dicembre 2020 dalle 18 e 30 in poi.

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Fai rinascere il tuo bambino nascosto

Giuseppe Vitale a 7 Anni, nel 1982.

Ti capita mai di guardare una tua foto da bambino? A me sì, ogni giorno. Ne ho messa una nella libreria di fronte alla mia scrivania e la guardo spesso. Anzi, a dirti la verità è lui, Giuseppe settenne, che mi scruta e mi interroga. Sai cosa mi chiede?

«Hey Giuseppe grande, ti ricordi di me? A che punto sei con la realizzazione dei miei sogni?».

Sì perché quel bambino c’è ancora, vive e vuole vedere i suoi desideri realizzati. È un po’ come se lui fosse Aladino e io il genio della lampada. O il piccolo principe se vuoi. O mio figlio.

«Cosa? Tuo figlio?».

Sì, proprio così. Il nostro primo figlio siamo noi stessi da piccoli. Anche quando hai 40 o 50 o 60 anni in più rispetto alle foto delle tua fanciullezza. E anche se hai già figli e in alcuni casi pure nipoti. E quel figlio reclama, punta i piedi, fa domande in modo incessante, più dei nostri bambini, se ne abbiamo. Tu fai finta di non ascoltare, ti giri dall’altra parte, ti fai prendere dall’attuale vita, lavori e accudisci la tua prole. E certe volte bestemmi.

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Il buon giorno è àlacre, si vede dal fuoco

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Hai mai augurato un àlacre buongiorno a qualcuno? Faresti bene a farlo, sai? Magari oggi stesso, appena avrai finito di leggere questo breve post. Si tratta di un augurio bello, originale ma soprattutto efficace. Farai un’ottima figura a dare una buona àlacre giornata ai tuoi affetti e ai tuoi amici! Àlacre vuol dire sveglio, fervido, duttile, aperto, fecondo, sollecito, attivo. È uno degli aggettivi che più amo della lingua italiana e che ripeto più spesso e oggi lo dedico a te cara lettrice o caro lettore: buona, àlacre, giornata! Tale aggettivo deriva dalla radice europea “AL” che ritroviamo in “alzare” per esempio. Quindi implica un movimento verso l’alto: anche “alto” come vedi ha la stessa radice. Unaparolaalgiorno.it dice che deriva dal latino acer, vivace e ne sottolinea la carica vitalistica. Io che faccio Vitale di cognome sento, non a caso, una parentela con tutto ciò. Da un bel pezzo a questa parte “àlacre” mi viene spesso in mente. Secondo Matilde Serrao àlacre, fresca, è la memoria dei fanciulli, così curiosa, pronta ad assorbire tutto il possibile dal mondo, priva di rigidità e quindi elastica. La buona notizia è che la neuro-plasticità del cervello si può conservare a lungo o addirittura rinnovare, se uno vuole. Lo dice a chiare lettere uno dei migliori libri che io abbia mai letto in proposito, Superbrain di Deepak Chopra e Rudolph E. Tanzi e che io ti consiglio di avere per sviluppare anche tu un super-cervello. E quindi alacri lo si può restare per sempre! Ciò comporta l’essere aperti all’innovazione, come gli imprenditori. E forse il più àlacre di tutti in questo momento è Elon Musk che inanella un successo dopo l’altro ed è in forte ascesa tra le prime posizioni dei più ricchi al mondo. La sua mente spazia in più campi ed è fortemente visionaria. Un ruolo importante, dunque, lo svolge l’immaginazione. Sempre secondo il significato latino, alacer, significherebbe anche brioso, allegro e allora riguarderebbe una parola come allegria che è diventata il motto, il segno di riconoscimento, la cifra di Mike Bongiorno, che salutava con essa sempre i telespettatori. Chi è allegro, è spiritoso, gioviale, di buon umore.

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Come liberarsi dall’odio per il lunedì per sempre

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Il mondo si divide in due categorie. ll mondo si divide sempre in due categorie. Ci sono gli uomini e ci sono i caporali, intanto, diceva Totò. Poi ci sono i guelfi e i ghibellini, i ricchi e i poveri, i fan di Trump e i sostenitori di Biden, i negazionisti e il resto del mondo. Potrei continuare per giorni, mesi e anni a elencare le divisioni dell’umanità, sin da quando nacque la sinistra che già aveva dento di sé le fazioni di sinistra estrema, sinistra progressista, sinistra socialdemocratica, sinistra liberale ma non troppo, sinistra più liberale ma con il riporto, sinistra più a sinistra che non si può dietro la piazza dell’Unità superato l’incrocio ecc. A tutte queste schiere appartiene da qualche tempo a questa parte la spartizione tra quelli che il lunedì mattina salterebbero gli altri giorni fino al sabato o al venerdì almeno e quelli che, invece, nemmeno se n’accorgono che è lunedì, non notano il passaggio, tanto sono contenti e felici, beati loro. Ci sono poi i kamikaze del lunedì che iniziano la settimana entusiasti e carichi. Li fucileresti a vista e ti chiedi come cazzo fanno.

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