Come liberarsi dall’odio per il lunedì per sempre

Photo by Ketut Subiyanto on Pexels.com

Il mondo si divide in due categorie. ll mondo si divide sempre in due categorie. Ci sono gli uomini e ci sono i caporali, intanto, diceva Totò. Poi ci sono i guelfi e i ghibellini, i ricchi e i poveri, i fan di Trump e i sostenitori di Biden, i negazionisti e il resto del mondo. Potrei continuare per giorni, mesi e anni a elencare le divisioni dell’umanità, sin da quando nacque la sinistra che già aveva dento di sé le fazioni di sinistra estrema, sinistra progressista, sinistra socialdemocratica, sinistra liberale ma non troppo, sinistra più liberale ma con il riporto, sinistra più a sinistra che non si può dietro la piazza dell’Unità superato l’incrocio ecc. A tutte queste schiere appartiene da qualche tempo a questa parte la spartizione tra quelli che il lunedì mattina salterebbero gli altri giorni fino al sabato o al venerdì almeno e quelli che, invece, nemmeno se n’accorgono che è lunedì, non notano il passaggio, tanto sono contenti e felici, beati loro. Ci sono poi i kamikaze del lunedì che iniziano la settimana entusiasti e carichi. Li fucileresti a vista e ti chiedi come cazzo fanno.

Continua a leggere

Come risolvere problemi con le giuste domande

Immagine di copertina dell'articolo

Le prime ricerche

Chi ci risolve ogni problema o quasi? Chi risponde per primo alle nostre domande? L’assistente vocale, che si chiami Siri o Alexa o Cortana o Google. Quest’ultimo, poi, è il nostro risolutore per eccellenza. Quando abbiamo un problema che facciamo? Chiediamo a Google, è ovvio! Ci mettiamo davanti al suo campo di ricerca e digitiamo la nostra domanda. Se, per esempio, i piccioni ci hanno infestato il balcone scriviamo “problema piccioni” oppure se qualcosa non va con il partner eccoci alle prese con “problema coppia”. Quando non c’era bisognava andare in dei forum online. Prima di questi ci si rivolgeva ad amici ed esperti o li si chiamava. Ora, prima di tutto, facciamo un giro in rete per schiarirci le idee. Questo rappresenta una grande opportunità.
E ci poniamo così alla ricerca di quelle informazioni, primarie o definitive, che ci aiutano a prendere le prime decisioni o a raccogliere degli elementi per inquadrare una certa situazione. Dal numero pressoché infinito di risultati estraiamo quelli che ci sembrano rispondere di più al nostro quesito o che ci appaiono più significativi. Se siamo alle prese con qualche questione di tecnologia o software finiamo sul blog di Salvatore Aranzulla o se dobbiamo trovare delle corrette procedure di lettura o studio o altro magari andiamo su WikiHow, una vera miniera di tutorial. Questi ultimi, poi, popolano YouTube al quale pure spesso ricorriamo per vedere passo passo come riparare un qualcosa, come impostare un certo lavoretto o come apprendere i rudimenti di qualche disciplina. Tutto questo è diventato un po’ come l’estensione del nostro stesso cervello. Ha ragione Elon Musk quando dice che tutti siamo diventati un po’ cyborg. 
La difficoltà oggi è avere le chiavi giuste per gestire gli enormi quantitativi di informazioni e la loro attendibilità, un’arte questa che si affina con lo studio, con le continue ricerche, facendo dei tentativi. Spesso ci si imbatte, infatti, in fake news o in contenuti di scarsa qualità, se non deleteri. È notizia di questi giorni che proprio realizzando un esperimento visto in un video online sia morto un bambino di dieci anni, nonostante la presenza di un genitore. Il rapporto con le informazioni, il loro controllo ed interpretazione è diventata una delle capacità che è bene saper maneggiare nel modo più soddisfacente possibile. E ciò diventa di nostro dominio quando il problema che ci sta mettendo in moto impariamo prima a definirlo e poi a raccontarlo. 

Continua a leggere