Auguri Speciali Oritani #3 di 10: Raffaele Trinchera

Raffaele Trinchera. Foto di Renato Spina.

Chi volge lo sguardo ad Oria da sud o da nord, ne nota il profilo che si distende su diversi monti, da Sant’Anna, o ancor prima, fino alla torre dell’acquedotto. Oggi quella linea che disegna le torri del castello, il vescovado, la cattedrale e altri edifici la chiamiamo skyline ed è il panorama urbano al confine con il cielo, una linea appunto, che con i suoi ghirigori si fa racconto, si fa poesia per la sua essenzialità. E quest’ultima richiede un aedo. Pino Malva se ne inventa uno nella sua elegia per una città dal titolo I fantasmi di Oria. Lo chiama Tivas, su suggerimento di Giuseppe D’Amico, e gli mette in bocca un breve monologo sull’assedio degli Jonici. La sua è la necessità che certi miti e certe storie siano cantate, raccontate, proclamate, dette. Non è un caso che sempre D’Amico, allora, abbia affidato i versi di un suo componimento su Oria Fumosa, la leggenda più celebre della cittadina, al personaggio che ho incluso tra i dieci 🔟 che ho scelto per narrare 10 porte di questo paese dell’Alto Salento in cui consumo le suole delle mie scarpe sin da bambino. Sto parlando di Raffaele Trinchera, classe 1963, artista per vocazione.

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Auguri Speciali Oritani #2 di 10: Enza Pinto

Foto di Enza Pinto per la campagna di Aura “Senti la tua Aura!” del 25-29 Novembre 2020.

Di certo a Enza Pinto batteva il cuore di ragazza innamorata del Rione Giudea, dove è nata e cresciuta negli anni ’80, fino all’età dell’Università, ma le stava “a futticchiu” (le calzava stretta) una certa mentalità maschilista. Così va a Bari dove si laurea e nella svolta del Millennio, nel 2000, inizia il suo primo incarico con l’Asl di quella città. Non dimentica, tuttavia, il suo paese, Oria, al quale sentimenti contrastanti la legano. Così torna non solo per esercitare la sua professione di neurologa e psicoterapeuta ma vi fonda assieme al marito Corrado De Iudicibus, ingegnere brindisino, l’associazione Aura. Il nome di quest’ultima è tutto un programma e un simbolo dai forti poteri evocativi perché oltre che l’aria, in senso poetico, indica anche aspetti neurologici, oltre che il soffio vitale di una persona. Inoltre notevole è l’assonanza con Oria. E allora Enza prende a cuore le donne e gli indifesi del suo paese, nelle cui storie sente rievocare quelle limitazioni e quelle imposizioni, se non proprio violenze, che questi ultimi sono ancora oggi costretti a subire. Io l’ho incontrata sulla strade del sangue rosa, diciamo così, per la partecipazione alla seconda edizione di un convegno che aveva organizzato e al quale ho dovuto dare forfait nel 2019. Ma abbiamo recuperato quest’anno, per il 25 Novembre 2020, con la campagna Senti la tua Aura! che ho ideato insieme ai componenti di quest’associazione, condotto con il loro ausilio e concluso con la domenica delle storie al telefono.

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Auguri Speciali Oritani #1 di 10: Antonio Corrado

Antonio Corrado, foto di Debora Mele

Quando parli di Oria ci sono due caratteristiche di questa città che colpiscono tutti, persino chi distrattamente guarda qualche sua foto: il paesaggio, la sua particolare genesi, e la storia. E c’è uno studioso, molto produttivo, che proprio sugli aspetti orografici e geologici da un lato e su quelli storici dall’altro è un punto di riferimento molto importante: il prof. Antonio Corrado. Nel 1989, quando ero adolescente, ebbi modo di accorgermi per la prima volta della sua esistenza nel momento in cui fui incuriosito da un suo pregevole studio: Oria, territorio, ambienti e paesaggi. Fu per me fonte preziosa per un mio testo su Oria che finora non ha mai visto la luce ma che un giorno mi auguro di poter pubblicare, dieci quadretti tra la fine degli anni ’80 e ’90 che prima o poi troverò il modo di divulgare. Ebbi a che fare, poi, con lui, anche se indirettamente, quando raccolsi una delle storie principali del mio spettacolo, il mio cavallo di battaglia Mistero Salentino, che ora rappresento insieme a Paolo Carone. Si tratta di Guerin Meschino e Recchi di ciucciu che mi fece conoscere Angelo Galiano che a sua volta l’aveva registrata da Antonio e dal papà di quest’ultimo. Un terzo motivo di incontro con il professore di cui vi sto parlando fu quando a Brindisi nel 2013 lo vidi tra i relatori ad un convegno di studi sui Normanni. Da questo punto di vista ho scoperto che è attivissimo. Basta d’altronde cercarlo su Google per vedere i suoi innumerevoli impegni per la locale sezione della Società di Storia Patria e la sua collaborazione con il Centro di Smistamento Culturale 72024, giusto per fare due esempi, o il suo libro sulla Puglia preistorica, oppure le Giornate Barsanufiane. L’elenco di pubblicazioni, collaborazioni e studi è lunghissimo.

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Il miglior romanzo da leggere in pandemia

Photo by Victor on Pexels.com

Viviamo tempi di incertezza, di distanza gli uni dagli altri, di isolamento. Sono tempi difficili e duri per tanti aspetti e per chi ha subito la conseguenze più gravi della pandemia si è aggiunto anche il dolore. Oltre a questo c’è anche da considerare un altro aspetto: quel che ho scritto sopra rappresenta il giusto mix di ingredienti per un’avventura, un riscatto e una rinascita. Le transizioni, come quella che stiamo vivendo, portano a questo e sono il contenuto più bello dei romanzi. E fra tutti questi spicca la reclusione di Edmond Dantès nelle segrete del Castello d’If insieme all’abate Farìa, grande saggio che lo istruisce in varie discipline, dall’economia, alla matematica, alle lingue straniere ed alla filosofia. Sto parlando di un’opera che è tra le migliori di tutti i tempi, per quanto è avvincente, per lo spirito di resilienza, diremmo oggi, che la caratterizza e per la trasformazione di Edmond nel Conte di Montecristo, una figura di grandissimo carisma: Il Conte di Montecristo.

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Storie al telefono di donne che fuggono dalla violenza

Meme della campagna A.U.R.A. “Senti la tua Aura!”.

Il 25 Novembre 2020 si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Mentre la popolazione mondiale è chiusa  nelle proprie case, a causa delle restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19, gli studi a livello globale mostrano un allarmante aumento della già esistente pandemia di violenza contro le donne. “Con la crisi c’è stato un picco nella segnalazione della violenza domestica, proprio nel momento in cui i servizi legali, sanitari e sociali hanno deviato l’attenzione per affrontare la pandemia”, dichiara il rapporto Responsabilità condivisa, Solidarietà globale: Rispondere agli impatti socio-economici di Covid-19 del Segretario Generale delle Nazioni Unite.

DA ONUITALIA.IT.
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